La Coda e il Cane

Nella civiltà dell' inganno mediatico, giuridico e monetario, occorre capire come e con quali tecniche una esigua minoranza di dominanti riesca a fare in modo che sia "la coda a muovere il cane", sovvertendo ogni logico andamento delle cose.

Così oggi i Media muovono la Politica, il Furto Legalizzato muove l' Economia, e un Pensiero Unico perverso e malato muove l' Occidente intero.

Cercheremo quindi di capire quali sono e come vengano messe in pratica le dinamiche subliminali e psicologiche per ottenere il controllo dell' opinione pubblica, e le tecniche in genere di cui si avvale l' élite per sottomettere e dominare la popolazione.

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21 ottobre 2011



Per la felicità di quanti, disposti solo a credere alle "fonti ufficiali" più che alla pura forza della logica deduttiva, ( optional peraltro gratuitamente già incluso nel naturale corredo neuronale ), ed in questo perfetti seguaci del più antico meccanismo del potere noto come "Ipse dixit", ( ossia la negazione autoritaria di ogni legittimità congetturale e rivoluzionaria associazione deduttiva che sta alla base dello stesso metodo scientifico ), uno studio condotto dal 2006 da un gruppo di ricercatori ( Stefania Vitali, James Glattfelder, Stefano Battiston ) dello Swiss Federal Institute of Technology, mappa l’intricata rete di connessioni (chi possiede chi e in quale misura) che lega tra loro corporazioni di tutto il mondo, scoprendo che a far girare l’economia sono davvero in pochi.

Il database da cui i ricercatori svizzeri hanno raccolto le informazioni sulle multinazionali si chiama Orbis 2007 e racchiude circa 37 milioni di compagnie in tutto il mondo. Tra queste, ne sono state scelte solo 43.060, cioè le vere e proprie multinazionali. Scavando più a fondo, i ricercatori hanno tirato fuori il vero zoccolo duro dell’economia: 147 compagnie super connesse che controllano quasi la metà della rete. “In effetti, meno dell’1% delle multinazionali ne controlla il 40%”, ha sottolineato Glattfelder. Ma chi sono queste superpotenze? Soprattutto istituti finanziari ...

Mentre i venti di protesta contro il potere finanziario soffiano in tutto il mondo, l' indagine statistica potrebbe quindi avere confermato i peggiori timori dei "complottisti", individuando un gruppo relativamente piccolo di aziende, soprattutto banche, con un potere sproporzionato sull’economia globale.


La rete di imprese che governa il mondo
( di Martina Saporiti )

"La realtà è molto complessa - ha detto al New Scientist James Glattfelder, uno degli autori dello studio -  e dobbiamo liberarci dai condizionamenti ideologici, siano teorie di cospirazione o di libero mercato. La nostra analisi è basata su dati concreti”.

In effetti, i ricercatori svizzeri hanno raccolto informazioni su migliaia di multinazionali analizzando i dati con modelli matematici normalmente applicati allo studio del mondo naturale. Così facendo, sono riusciti a mappare l’intricata rete di connessioni (chi possiede chi e in quale misura) che lega tra loro corporazioni di tutto il mondo, scoprendo che a far girare l’economia sono davvero in pochi.

In realtà, altri studi avevano già dimostrato che il cuore del potere economico globale è concentrato nelle mani di pochi attori, ma questo sembra essere il più completo: oltre ad analizzare un campione molto ampio, infatti, ne mette a nudo tutti i rapporti, diretti e indiretti. Il database da cui i ricercatori svizzeri hanno raccolto le informazioni sulle multinazionali si chiama "Orbis 2007" e racchiude circa 37 milioni di compagnie in tutto il mondo. Tra queste, ne sono state scelte solo 43.060, cioè le vere e proprie multinazionali. Dall’analisi delle loro relazioni, è venuto fuori un gruppo di 1.318 corporazioni intimamente interconnesse (ognuna è legata, direttamente o meno, ad altre 2 o più compagnie). Questo gruppetto di multinazionali controlla la maggior parte delle società ad alta capitalizzazione azionaria e delle firme manifatturiere, il potere economico cui si ascrive il 60% dei ricavi operativi globali.

Ma scavando ancora più a fondo, i ricercatori hanno tirato fuori il vero zoccolo duro dell’economia: 147 compagnie super connesse che controllano quasi la metà della rete. “In effetti, meno dell’1% delle multinazionali ne controlla il 40%”, ha sottolineato Glattfelder. Ma chi sono queste superpotenze? Soprattutto istituti finanziari: per esempio Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, The Goldman Sachs Group e UniCredit SPA (per una lista completa delle top 50 si veda in fondo all’articolo).

Dov’è il pericolo se un piccolo numero di persone ha in mano quasi tutto il potere? In economia, come spiega John Driffill dell’Università di Londra, la concentrazione del potere non è di per sé né giusta né sbagliata. Il problema sono le connessioni interne: se la rete ha poche, concentrate maglie, l’economia è in pericolo. “Se un compagnia fallisce – afferma Glattfelder – il malessere si propaga”. In altre parole, una rete compressa significa un’ economia instabile. Ecco perché i ricercatori svizzeri rivendicano l’importanza dei risultati del loro studio: conoscendo l’architettura del potere economico globale, infatti, si può arginare il collasso intervenendo là dove la rete è più debole (tagliando alcune connessioni e coinvolgendo nuovi soggetti per costruirne di nuove). Lo stesso Glattfelder ipotizza regole anti-trust internazionali che, al pari di quelle nazionali, limitino il numero di rapporti tra multinazionali.

Yaneer Bar-Yam, a capo del New England Complex Systems Institute (Necsi), suggerisce un’altra soluzione: tassare le multinazionali che superano un certo limite di relazioni, così da scoraggiarle. Anche se è lui stesso a sottolineare che l’analisi dei ricercatori svizzeri è viziata da un errore, cioè dare per scontato che se una società ne possiede un’altra allora la controlla, un’equazione non sempre vera.

Comunque sia, la realtà dei fatti è innegabile: la ricchezza del mondo è nelle mani di pochi. E tutti sospettano che questi pochi resisteranno il più strenuamente possibile alle perturbazioni esterne, cioè a qualsiasi tentativo di modificarne la struttura con nuove regole economiche.

La Top 50 delle 147 che formano la super-entità


1. Barclays plc
2. Capital Group Companies Inc
3. FMR Corporation
4. AXA
5. State Street Corporation
6. JP Morgan Chase & Co
7. Legal & General Group plc
8. Vanguard Group Inc
9. UBS AG
10. Merrill Lynch & Co Inc
11. Wellington Management Co LLP
12. Deutsche Bank AG
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group
15. Walton Enterprises LLC
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Sachs Group Inc
19. T Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley
22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale
25. Bank of America Corporation
26. Lloyds TSB Group plc
27. Invesco plc
28. Allianz SE 29. TIAA
30. Old Mutual Public Limited Company
31. Aviva plc
32. Schroders plc
33. Dodge & Cox
34. Lehman Brothers Holdings Inc*
35. Sun Life Financial Inc
36. Standard Life plc
37. CNCE
38. Nomura Holdings Inc
39. The Depository Trust Company
40. Massachusetts Mutual Life Insurance
41. ING Groep NV
42. Brandes Investment Partners LP
43. Unicredito Italiano SPA
44. Deposit Insurance Corporation of Japan
45. Vereniging Aegon
46. BNP Paribas
47. Affiliated Managers Group Inc
48. Resona Holdings Inc
49. Capital Group International Inc
50. China Petrochemical Group Company

......

2 commenti:

4SfumaturedellaRealtà di L'Hacker: IMPEGNO CAMBIAMENTI GLOBALI ha detto...

Stai dando espansione ad un pensiero che è erroneamente chiamato "cospirazionista". Interessantissimo articolo. Grazie per le informazioni assai importanti e soprattutto capitalizzate da autori che anche ‘GLI INTELLIGENTI' possono utilizzare. Da studiare - cosa che farò - il Pdf indicato. Ti cito un messaggio che mi ha davvero colpito, tratto dal blog dell’amico Rossano Segalerba, il quale parla, a proposito di certe, per tanti anni trattate come assurde, idee cospirazioniste “anche se fosse solo il parto dell'immaginazione di qualche derelitto, sfigato smanettatore di internet, tutto questo materiale (pseudo)informativo produce una potenza immaginativa fuori dal comune.” E spesso capita che poi studi più analitici confermino la fantasia. A presto.
L’Hacker.

Mondart ha detto...

@ HACKER:

Ciao, penso che sia molto più "cospirazionista" e depistante il pensiero che continua a voler attribuire tutte queste dinamiche all' "imperialismo Usa" ( senza tener conto del fatto che un "impero" che agisce contro i suoi stessi interessi sarebbe quantomeno folle; ed anche chi afferma che esso sia "in crisi" non dice "perchè e chi" lo sta internamente mettendo in crisi - o "usando", come io sostenevo già in questo post:
http://mon-dart.blogspot.com/2011/09/e-tutta-colpa-degli-americani-oppure-no.html ).

Il fatto che tutte queste dinamiche insieme economiche (debito), belliche (Nato), giuridiche (trattati e leggi sovranazionali), esecutive ( Eurogendfor), ecc. viste in senso unitario siano intese a "spostare" i poteri nazionali nell' unica direzione di un loro continuo accentramento verso un "super-organismo" sovranazionale lo stiamo vedendo di fatto e molto realisticamente, chi non lo vede è solo perchè fa orecchi da mercante.

Il fatto è che comincio a dubitare fortemente che una opposizione sia da cercarsi in un processo di "rinazionalizzazione" che verrà fortemente impedito e osteggiato ( vedi la dimostrazione di forza usata con Gheddafi, quale monito a chiunque intenda intaprendere tale via ) ... questo non lo permetteranno, in quanto il disegno è proprio l' eliminazione di tutto ciò

Una opposizione forse più realistica andrebbe cercata proprio sul piano "giuridico", puntando alla progressiva eliminazione di quegli espedienti attualmente usati per unificare i territori ( disegno questo a cui non potremo opporci ) nel senso di una loro ritrattazione giuridica verso una via più equa e giusta ( eliminare il sistema del debito, revisione dei trattati sovranazionali, ecc. ).
E puntando soprattutto all' eliminazione primaria di ogni sterile ideologia che diventa solo divisoria.

Semplicemente perchè tali espedienti, a scopo raggiunto, sarebbero altamente controproducenti per le stesse forze che ora li stanno usando, come apunto dimostrato "statisticamente" anche dallo studio riportato, e renderebbero fragilissimo un sistema che si ostini in questa direzione.

Quindi saranno gli stessi dominanti a dover abbandonare le tecniche di gigantismo attualmente usate, inserendo dei "limitatori", instaurando un sistema che, finalmente, si AUTOREGOLI ( e se sono veramente "illuminati" non possono che andare in tale ovvia direzione ).

A noi accellerare questo processo, e renderlo più semplice e meno doloroso possibile indicando con esattezza i "limitatori e viti registranti" che dovrà, nel suo stesso interesse, avere tale futuro sistema.

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